CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Reggio Emilia

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Bowling

Le origini e la storia

Ritrovamenti archeologici dimostrano che il bowling è nato come pratica legata a riti funerari. Negli anni Trenta del 20° secolo un archeologo inglese, Flinders Petrie, in una tomba egizia di 7000 anni fa trovò alcuni utensili che gli ricordarono quelli di uno sport del Norfolk, la sua regione nativa: lo skittles; si trattava di un set composto di quattro biglie in porfido bianco e nero con nove pezzi conici di pietra e alabastro, probabilmente usati come birilli. Il rito riemerse nell'Europa precristiana e cristiana, con caratteri sia religiosi sia ludici. Angli, sassoni e goti praticavano all'aperto un gioco che prevedeva il lancio di ossa di pecora contro bastoni ritti in piedi sul terreno. Nel 4° e 5° secolo presso le popolazioni germaniche era d'uso una cerimonia annuale che aveva lo scopo di ottenere la purificazione dai peccati e consisteva nel porre nel chiostro della chiesa il kegel  un bastone a forma di birillo che i germani portavano sempre con sé  e nel colpirlo con una pietra. Con il tempo la pietra diventò una sfera perfetta e venne fatta in legno. Variarono il numero e i birilli usati, il rito si spogliò dei canoni sacri e acquisì il carattere di passatempo. Nel 16° secolo Martin Lutero mostrò una particolare predilezione per il kegel, fino a costruire una pista per sé e la sua famiglia; fu lui a suggerire che nove birilli potevano essere il numero ideale per il gioco.  
Nel 17° secolo il kegel era molto popolare in Olanda come gioco all'aperto e proprio gli olandesi lo introdussero in America. I fondatori di New Amsterdam (l'odierna New York), osservando i vasti prati della zona a sud dell'isola di Manhattan, decisero che sarebbero stati il terreno ideale per praticare il loro divertimento preferito (quella sezione di New York City è ancora oggi conosciuta come Bowling Green). A contatto con il Nuovo Mondo il gioco cominciò a evolvere nella sua regolamentazione. Nel 1673 l'esploratore William Penn propose di sommare i birilli abbattuti e di dividerli per il numero dei lanci delle bocce. Durante il periodo coloniale il kegel, altrimenti detto nine pins "nove birilli", venne messo al bando in vari domini: si volevano contrastare i vizi del bere e delle scommesse che accompagnavano le competizioni. Le prime piste al coperto furono costruite a New York City nel 1840, a Knickerbocker Alleys. Seguirono molti altri centri indoor che ben presto attirarono gli scommettitori. Quando nel 1841 fu emanata una legge per estirpare il 'moralmente pericoloso' nine pins, questa venne aggirata con un semplice trucco: si aggiunse un birillo e s'inventò un altro gioco, il ten pins bowling, che soppiantò gradualmente il nine pins, così come avvenne più tardi in Europa. L'aggiunta del birillo, che conferiva al castello la classica configurazione triangolare, e il moltiplicarsi delle piste favorirono l'espansione del gioco, ormai separato dalla sua pessima fama e prossimo a diventare uno sport adatto a tutte le classi sociali.
Finita la Guerra di secessione (1861-65), il bowling si diffuse verso Ovest, grazie soprattutto all'arrivo di tedeschi immigrati. Il presidente Abraham Lincoln se ne appassionò e così pure lo scrittore Mark Twain. Tuttavia, la mancanza di regole standard (ogni pista ne aveva delle proprie) e la difficoltà nel reperire l'equipaggiamento ne ostacolarono la crescita potenziale. Nel 1875 alcuni rappresentanti di club newyorkesi fondarono la NBA (National bowling association), che rappresentò il primo tentativo di creare uniformità. La NBA ebbe vita breve ma introdusse alcune regole importanti: la distanza fissa di 60 piedi (18,28 m) del birillo di testa dalla linea di lancio, la possibilità di rimuovere i birilli caduti dopo ogni tiro, la messa fuori gioco delle bocce che finivano nel canale. Seguirono altri tentativi di formalizzazione che portarono all'elaborazione di nuove regole. Nel 1890 sorse la ABL (American bowling league), che modificò l'altezza dei birilli portandola a quella attuale di 15 pollici (38,1 cm) e ridusse il numero dei lanci da tre a due per ogni sistema di tiro. Il 'gioco di 20 bocce' (all'epoca le biglie avevano solo due fori) divenne presto la forma prevalente. Nello stesso periodo, un certo William Sielken del Brookling's Ivanohe bowling club suggerì con una lettera al giornale New York Sun di numerare i birilli: l'Academy Alley di New York accolse e sperimentò subito l'innovazione, che consentiva ai giocatori di ordinare più velocemente il posizionamento del birillo ai ragazzi (pinboys) adibiti allo scopo.
Il potenziale commerciale del bowling stimolò vari personaggi a cercare di dare un'organizzazione unitaria al gioco. Si distinsero soprattutto Moses Bensinger, leader della Brunswick Company, e Joe Thum, un bavarese che capeggiava la lega United bowling clubs. Il 9 settembre 1895, alla Beethoven's Hall di New York City, si tenne la riunione costitutiva dell'ABC (American bowling congress), organismo destinato a governare lo sviluppo del gioco. Uno dei problemi da risolvere era la natura del punteggio. L'organizzazione adottò un sistema cumulativo che fissava a 300 il punteggio basato su 12 strikes consecutivi, ossia su 12 abbattimenti dei 10 birilli al primo tiro, e prese l'importante decisione di portare a 12 pollici (30,48 cm) la spaziatura tra i birilli. Da New York la ABC, che nel suo statuto consentiva l'iscrizione ai soli 'uomini di pelle bianca', cominciò ad allargarsi ad altri Stati. Nel 1899 un gruppo di leghe di Chicago si riunirono nell'Illinois bowling association, che adottò le regole di New York scongiurando in tal modo la lotta che sembrava dovesse scatenarsi tra Est e Ovest. Questo fu l'inizio della struttura in associazioni locali dell'ABC. Proprio a Chicago, nel 1901, l'ABC svolse i suoi campionati inaugurali cui parteciparono 41 squadre; la kermesse durò quattro giorni: ci furono singoli e doppi e fasi che li comprendevano entrambi. La squadra dello Standard Club of Chicago vinse il primo premio di 200 dollari.
A partire dal 1901 il bowling sembrò proiettato verso una crescita illimitata. I campionati assunsero una cadenza regolare. Nel 1907 fu introdotto un meccanismo a leve, chiamato automatic pinsetter, che consentì ai pinboys di piazzare i birilli più velocemente e senza correre il rischio di venire colpiti dalle bocce. Poiché la disuguaglianza delle piste era l'ostacolo maggiore da superare, nel 1908 l'ABC stabilì che, per essere omologata, una pista avrebbe dovuto essere laccata o spianata ogni 12 mesi. In quel periodo ‒ e così sarà per tutti gli anni Venti e Trenta ‒ il tipo di rivestimento universale era la gommalacca. Nel 1913 vide la luce il Bowlers journal, un periodico che influì notevolmente sullo sviluppo dell'industria del bowling. Apparvero le prime bocce in gomma e, nel 1914, la Brunswick propose sul mercato un materiale di sintesi chiamato mineralite. Nel 1916 Dennis J. Sweeney, proprietario di un bowling a St. Louis e giornalista sportivo, lanciò il WIBC (Women international bowling congress), che disputò subito un campionato. Nel 1926 gli Stati Uniti, insieme a Germania, Olanda, Finlandia e Svezia, costituirono l'IBA (International bowling association) e da quell'anno si cominciarono a disputare gli IBA World Championships. Negli anni Venti il ten pins divenne un fenomeno che interessò milioni di americani, perlopiù appartenenti alla classe lavoratrice. Le vendite della Brunswick salirono fino a sfiorare i 30 milioni di dollari. La grande depressione del 1929 sembrò mettere in crisi l'esistenza dell'azienda e il futuro del bowling. Ma con la fine del proibizionismo (1933) un altro decisivo impulso venne dalle fabbriche di birra, che iniziarono a sponsorizzare le squadre più famose. La Stroh Bohemien Brewery di Detroit fu la prima ad assemblare un team, capitanato da Joe Norris, che vinse nel 1934 l'ABC Tournament. Nel 1939 almeno 26 delle 100 migliori squadre d'America erano sponsorizzate. Nacque la figura del giocatore semiprofessionista e nel 1941 si disputò la prima edizione dell'US Open, un torneo molto selettivo organizzato dalla BPAA (Bowling proprietor's association of America), sorta nove anni prima.
I decenni Cinquanta e Sessanta segnarono il boom del bowling che divenne lo 'sport americano' per antonomasia, il più praticato dalle masse negli Stati Uniti. Al successo contribuirono principalmente due fattori: il marketing vincente elaborato dalle due grandi ditte produttrici di materiali, la Brunswick e la AMF, e la pubblicità della televisione. Tra le innovazioni tecniche, la più importante fu l'introduzione di un meccanismo che raccoglieva i birilli e li riposizionava senza l'intervento umano. Il primo modello commerciale di automatic pinspotter fu installato dalla AMF al Bowl-O-Drome di Mount Clemens, Michigan, nel 1951. Tre anni dopo erano già 86 i centri che l'avevano adottato e i pinboys, figure ormai anacronistiche, scomparvero rapidamente dalla scena. Nel 1956 la Brunswick lanciò un suo modello; gli sforzi profusi dal suo patron, Ted Bensinger, per rendere più confortevoli i centri, portò a 125.000 il numero delle piste negli USA. Era tale la popolarità del gioco che furono varate numerose serie televisive, come il programma Jackpot bowling. Finì l'era della sponsorizzazione delle ditte di birra e iniziò quella del professionismo spettacolare, che trovava ampio risalto sul piccolo schermo. L'agente promotore Eddie Elias costituì nel 1958 la PBA (Professional bowlers association). Le top stars ospitate dai tornei del circuito della PBA divennero nomi familiari agli americani, quanto e più dei campioni di baseball. Nel 1962 la PBA lanciò una rubrica nazionale settimanale, il PBA Tour per giocatori professionisti, che diventò uno degli spettacoli sportivi più a lungo programmati nella storia dei network televisivi.

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