CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Reggio Emilia

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Il CSI di Reggio Emilia ad Assisi

Il Csi si è ritrovato ad Assisi: alla ricerca di uno sport possibile

Società sportive lucrative, riforma del Terzo settore, lavoro sportivo, passione educativa. Questi sono stati gli ingredienti della tavola rotonda “S Factor, alla ricerca dello sport possibile, tra territorio, istituzioni e promozione sociale”, proposta dal Centro Sportivo Italiano, in apertura del suo Meeting di Assisi, il tradizionale incontro per i dirigenti sportivi che ha avuto luogo dall'8 al 10 dicembre al quale hanno partecipato anche i membri del Csi reggiano presieduto da Alessandro Munarini.
Al dibattito, aperto ai responsabili in ambito sportivo delle forze politiche candidate a governare il Paese, hanno partecipato, Gabriele Toccafondi (Alternativa Popolare), Sottosegretario di Stato al Miur, l’on. Filippo Fossati, responsabile Sport Movimento Democratico e Progressista; l’on. Giancarlo Giorgetti, responsabile Sport e Associazionismo Lega Nord; l’on. Daniela Sbrollini, responsabile Dipartimento Sport Partito Democratico; l’on. Simone Valente, responsabile Sport Movimento 5 Stelle; l’on. Bruno Molea, vicepresidente della Commissione cultura, scienza istruzione della Camera e del dottor Roberto Pella, vicepresidente vicario Anci, delegato per lo sport e le politiche giovanili presenti ai tre giorni del meeting annuale di Assisi che si è svolto dal 8 al 10 dicembre sul tema “Alla ricerca dello sport possibile”. A dialogare con loro il presidente del Csi nazionale Vittorio Bosio, che ha chiesto ai rappresentanti dei partiti italiani “che nei programmi elettorali ci sia un passaggio su una riforma dello sport dilettantistico, riconoscendone il valore sociale che esprime in tutto il territorio, specie per le piccole società, anche parrocchiali. Avremo un futuro, se sapremo riconoscere l’impegno del volontariato vero e ci siano norme chiare a tutela delle piccole società. Lo Stato e il Coni devono preoccuparsi di dare copertura a centinaia di volontari che si assumono personalmente responsabilità fiscali e di tipo infortunistico. Migliaia di persone che fanno un grande servizio alle comunità. Volontariato e professionalità, motivazioni, lavoro e responsabilità debbono andare a braccetto. Occorre un Ministero dello Sport che faccia crescere una visione culturale dello sport, interministeriale e parlamentare, volta a costruzione di una nazione sportiva. Lo abbiamo chiamato S Factor: lo sport come fattore essenziale nella vita delle persone e delle comunità. Ma quale sport: per declinarlo occorre chiarezza, definire chi fa cosa, non escludendo, ma includendo”. 
Al di là delle diverse posizioni sulla Asd lucrativa, alla vigilia della manovra finanziaria per il 2018 e della prossima tornata elettorale il comune interesse è la necessità di avere un sistema sportivo con competenze chiare, in cui il Coni, le Federazioni, gli Enti di Promozione Sportiva, l'associazionismo di base e l'impresa sportiva lavorino insieme, per non lasciare fuori nessuno e per fare crescere cultura ed esperienze e quindi dare un'opportunità di lavoro e responsabilità in particolare ai giovani. Il Csi da Assisi 2017 ha quindi voluto prendersi la responsabilità di guidare questo dialogo trasversale e fare crescere così la consapevolezza di una nazione sportiva a misura di tutti. 
IL CSI, UNA “CERNIERA TRA SPORT E CHIESA”
Il tradizionale meeting nel “ponte” dell’Immacolata ha messo in evidenza il cammino del Centro Sportivo Italiano, un’associazione, permeata di valori cristiani, sempre più orientata a sviluppare quel fattore sociale, che lo sport è capace di sprigionare. Una riflessione convinta che si è potuta rivivere anche nella fiaccolata dalla Porziuncola al Colle del Paradiso, sino alla Basilica di San Francesco, nel pellegrinaggio, guidato da don Alessio Albertini e nelle Sante Messe celebrate  dal presidente della Cei, il cardinal Gualtiero Bassetti, e del nuovo cappellano olimpico don Gionatan De Marco, neodirettore dell’Ufficio Nazionale della Cei per la Pastorale del Tempo libero, turismo e sport, entrambi al loro primo incontro ufficiale, dalla loro nomina, con il popolo del Csi. Avanza dunque il binomio Chiesa e Sport per una associazione nutrita di valori cristiani.
Il cardinale Bassetti nella Messa in Santa Maria degli Angeli ha detto al Csi: “Lo sport è pieno di contenuti ed è di per sé stesso educativo. La Chiesa è coinvolta nello sport, perché ama i giovani e vuole offrire loro delle alternative positive a ciò che non trovano nella società, che ruba loro  quello che di meglio hanno nella vita: la speranza. Ai giovani vogliamo comunicare appunto la speranza di Gesù Cristo che viene. Allora faccio questo augurio al Csi; aspetto i suoi atleti e ragazzi al prossimo Sinodo”.  
“In questi giorni ho avuto modo di apprezzare – le parole ad Assisi di don Gionatan De Marco -lo sforzo con cui il Csi si fa cerniera tra questi due mondi Chiesa e Sport. Mi è piaciuto offrire la possibilità di riflettere su quale possa e debba essere l’impegno di essere al servizio delle nuove generazioni usando il linguaggio dello sport. Si impara allenandosi. Essendo pronti a diventar profeti.  Con tre esercizi  della tenerezza  che è la prima energia: essere distributori consapevoli benedicenti; essere dei centri di collaudi per misurare la vita spesa bene. Attraverso la gratitudine. E divenendo dei cronisti di buone notizie”
“Una grande famiglia sportiva come il Csi – ha dichiarato a fine Meeting il consulente ecclesiastico nazionale del Csi, Don Alessio Albertini – ha voluto in modo forte rivivere questa esperienza nella terra di Francesco, il santo che ha inventato il termine di fratello e sorella, non semplicemente per dire che c’è una relazione di sangue ma nel sentirsi familiari. Lo abbiamo ripercorso in particolare nel pellegrinaggio notturno fino ad arrivare sulla tomba di Francesco, per riconoscerci tutti fratelli, figli di un unico Padre, parte di un’unica famiglia”.
Le conclusioni affidate al presidente nazionale del Csi, Vittorio Bosio: “Assisi è una grande occasione di incontro e ripartiamo da qui con due impegni fissati su due parole chiave: Servizio per quello che sappiamo bene, sport per ragazzi e adulti, attività sportiva e formativa. Ed accoglienza, quella a tutto tondo che le nostre centinaia di società sanno fare, prestando attenzione a ciascuna persona, indipendentemente dalla capacità singola che sappia esprimere”. 
Il Meeting di Assisi ha inoltre visto al lavoro sei gruppi di approfondimento dedicati all’attività sportiva giovanile, nell'ambito del progetto "CSI&Go", cui hanno partecipato oltre cento dirigenti tra gli iscritti allo stesso Meeting. 


LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI

Filippo Fossati
“La legge di bilancio ha determinato questo nuovo soggetto, della società lucrativa, una novità sbagliata e pericolosa, che spero si possa evitare nel confronto parlamentare. Al mondo dilettantistico non serve chi intende fare soldi, divenendo padrone di una società sportiva. E’ un mondo di volontari che fa attività sociale. Bisogna aiutare chi gestisce impianti, ma in questo modo è pura follia”.

Giancarlo Giorgetti
“Importante confronto quello messo su oggi dal Csi, mai verificatosi con lo sport di base e con chi è alle prese con i problemi di chi fa sport nel Paese quotidianamente. Tema di attualità l’Associazione sportiva con scopo di lucro: una follia perché l’associazionismo deve essere protetto, quando ha basi volontaristiche, mentre chi vuole guadagnare sullo sport è giusto che faccia società lucrative, ma che ci paghi le imposte”.


Bruno Molea
“I volontari svolgono un ruolo importantissimo nel nostro ambito sportivo. La causa principale della mancanza di una legge quadro dello sport, è stata la mancanza, nei vari governi, di un Ministero dello sport. Manca una legge quadro che definisca chiaramente chi fa che cosa, perché lo fa e come lo fa. Non dimentichiamo mai che la promozione sportiva di base ha come principale obiettivo quello di coinvolgere i ragazzi in un percorso educativo. Ad oggi non ci sono le condizioni oggettive perché il Coni si occupi di tutto lo sport; è necessario dare il giusto riconoscimento agli enti di promozione sportiva per il ruolo sociale ed educativo che svolgono nello sport”.
 
Roberto Pella
“I sindaci e i presidenti delle associazioni sportive sono i veri interlocutori dei cittadini, di coloro che fanno attività sportiva. Abbiamo chiesto al Governo di dare spazio e risorse ai Comuni in modo di poter rispondere alle esigenze territoriali, favorendo così lo sviluppo dello sport in sinergia con chi lo fa, come il Csi, con passione e tenacia. Occorrono risorse certe. Risorse per gli impianti e leggi di sicurezza per offrire servizi al cittadino. Mi aspetto dal Parlamento chiarezza e che nei programmi elettorali ci sia lo sport, tradotto in: salute benessere, aggregazione, e creazione di piccole comunità”.

Daniela Sbrollini
“Lo Stato deve fare una riforma dello sport dilettantistico. Abbiamo bisogno di un Governo che investa nello sport dilettantistico perché lo sport deve essere un diritto per tutti, un diritto di cittadinanza. Quando dico che il governo deve occuparsi dello sport di base, intendo che si deve occupare di prevenzione, di combattere le dipendenze perché ricordo che il 35% degli italiani non può accedere allo sport. Io voglio lavorare insieme sulle buone pratiche. Molte regioni lo fanno già quindi bisogna trovare un modo di lavorare insieme: serve il confronto, serve un fondo permanente di investimento”.

Gabriele Toccafondi
“Per anni abbiamo tenuto distinte e distanti la scuola dallo sport. Abbiamo invertito la rotta perché abbiamo invertito il dialogo tra l'insegnante (educatore) ed allenatore, due facce della stessa medaglia. L’educazione concepita con tre agenzie educative: famiglia, scuola e sport. Bisogna credere nello sport come soggetto educativo, cambiando la cultura. Maestri riscoprano la cultura della crescita. L’italiano medio non conosce cosa realmente fa lo sport. Il Miur chiede al Csi di proseguire in questa collaborazione. Ci siamo sempre trovati bene, perché abbiamo la stessa matrice che parte dalla persona”.

Simone Valente
“Spesso siamo tutti d’accordo, quando si votano le norme si cambia. Occorre partire dello sport di base ed iniziare a fare gli interesse di questo mondo. Promozione sociale è promozione dello sport, non del profitto. Il Csi è un portatore di interesse, interlocutore importante, con cui dialogare negli anni in cui intendiamo governare. Non abbiamo la presunzione di cambiare tutto, ma abbiamo idee innovative. Vogliamo ragionare a lungo termine e non navigare a vista”.

Ufficio Stampa CSI

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