CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Reggio Emilia

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Intervista a 360° al presidente nazionale del Csi

Bosio: "Il progetto giovani è solo all'inizio"

"Significa che il lavoro che è stato fatto è molto buono e la strada che è stata tracciata è quella giusta". Con queste parole il presidente nazionale del Centro Sportivo, Vittorio Bosio, eletto il 12 giugno 2016 in successione a Massimo Achini, ha commentato l'attività del Csi di Reggio Emilia, che quest'anno ha raggiunto la bellezza di 52 mila tesserati.

Presidente, di recente ha trascorso un fine settimana a Reggio Emilia in occasione di Happy Meal Sport Camp. Come si è trovato nella nostra città?
Direi molto bene! L’accoglienza e l’ospitalità che il comitato provinciale ci ha riservato sono state davvero eccezionali. Lo dico anche a nome dei membri della Direzione Nazionale (che si è riunita il venerdì) e della Presidenza Nazionale (che è stata a Reggio Emilia sabato e domenica): abbiamo infatti approfittato di Happy Meal Sport Camp per riunire tutti i dirigenti per tre giorni di full-immersion associativo.

Avete raggiunto anche gli obiettivi che vi eravate prefissati con il Villaggio dello sport anche in terra reggiana? E a livello nazionale state confermando le aspettative?
Abbiamo centrato l’obiettivo. Sia in terra reggiana che nelle altre città italiane scelte per questa edizione dell’Happy Meal Sport Camp possiamo ritenerci molto soddisfatti. La partnership con McDonald’s ha coinvolto dal 2010, anno del lancio, oltre 180.000 bambini in svariate attività sportive.

Rimanendo in tema, al taglio del nastro per l'inaugurazione del Villaggio dello Sport erano presenti tutte le più alte cariche politiche e sportive del panorama cittadino. Cosa significa?
Penso sia la testimonianza che l’attenzione alla proposta sportivo-educativa del Centro Sportivo Italiano sia attuale e viva sul territorio e nelle nostre comunità.

Reggio Emilia, tra città e provincia, vanta circa 650 mila persone e il Comitato provinciale del Csi annovera la bellezza di poco meno di 52 mila tesserati, un numero spaventoso il proporzione alla presenza demografica. Questo cosa significa?
Significa che il lavoro che è stato fatto è molto buono e la strada che è stata tracciata è quella giusta.

Reggio può essere un esempio per altri comitati nazionali del Centro Sportivo?
Sicuramente, come dicevo, il lavoro fatto è stato straordinario, anche perché ha coinvolto molti giovani in svariate attività sportive. L’intercettare gli interessi delle giovani generazioni e costruire proposte sempre attuali ed appetibili è sicuramente un ingrediente di successo: anche in questo i dirigenti del comitato di Reggio Emilia sono stati bravi.

Come stanno rispondendo i comitati e le varie realtà locali alla campagna nazionale del Csi per la crescita del settore giovanile?
La risposta direi che è stata molto buona se consideriamo che questo è solo un punto di partenza. L’anno che abbiamo dedicato all'attività giovanile infatti, ci ha portato a riflettere ed a porre più attenzione a questa fascia d’età, ma il lavoro non si esaurisce qui. La nostra associazione ha il compito di educare attraverso lo sport e questo non può prescindere dal iniziare dai più piccoli.

Oggi, purtroppo, la società testimonia che esiste una sempre più profonda crisi di valori. Crede che lo sport possa essere un motore importante per far ritrovare alla gente punti di riferimento e i valori cristiani?
La crisi di valori che il mondo sportivo vive, ma anche la società civile, è sotto gli occhi di tutti. Il nostro compito è quello di organizzare e dare la possibilità di praticare sport con uno stile diverso; certo, mi rendo conto che non sempre è facile ma ci proviamo, partendo dal quotidiano e dalle piccole cose. In tutto questo la Chiesa ci è vicina e la dimostrazione, posso dirvelo in anteprima, è che all’annuale convention che porterà ad Assisi i dirigenti di tutta la nostra associazione, sarà presente S.Em. il Card. Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Penso che anche questo sia l’ennesimo segno di vicinanza della Chiesa al mondo dello sport.

Ci sono specifiche discipline sui quali il Comitato nazionale avrebbe piacere venisse incrementata l'attenzione da parte dei comitati provinciali?
Discipline particolari non direi, noi siamo per uno sport “a misura d’uomo”, senza precludere nessuna disciplina ed attività. Ribadisco comunque, in tutto il nostro operare, l’attenzione a bambini e ragazzi.

Secondo lei, a livello nazionale e provinciale, in che cosa può e deve migliorare il Centro Sportivo italiano? 
Domanda difficile! Chi mi conosce mi ha sentito dire spesso “l’Italia è lunga e stretta”, proprio per sottolineare come ogni territorio ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità, spesso difficili da replicare, anche se ciascuno, pur piccolo che sia, ha molto da offrire all’associazione. Le cose da migliorare sono molte, l’importante è lavorare insieme con passione per il bene e il futuro delle giovani generazioni.

Ufficio Stampa CSI

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