CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Reggio Emilia

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Cena di Natale degli arbitri di calcio

LA CENA DEGLI ARBITRI CSI. MUNARINI: “QUESTA È UNA GRANDE FAMIGLIA”

Circa 200 persone hanno partecipato alla tradizionale cena degli arbitri del Centro Sportivo Italiano, che, sabato sera, ha riunito i direttori di gara di calcio a 11 e di calcio a 5 all’agriturismo San Giuseppe di Gattatico. Al fianco di Roberto Mazzali, responsabile degli arbitri di calcio a 11 del Csi, che ha condotto la serata, c’era Marco Ferretti, principale organizzatore dell’evento, col quale lo stesso Mazzali si è alternato più volte, nel corso degli anni, alla presidenza degli arbitri CSI. Assieme a loro non poteva mancare un’altra figura fondamentale del Centro Sportivo reggiano, Valter Rossi, responsabile del gruppo arbitri di calcio a 5. Alla cena c’erano anche i rappresentanti delle sezioni arbitri Csi di Modena, Carpi e Parma. A fare gli onori di casa è stato il presidente del CSI reggiano, Alessandro Munarini, che ha specificato: “Questa è una cena in famiglia. Sono contento e orgoglioso di avere un gruppo arbitri così forte, numeroso, preparato e coeso, persone che danno il massimo in campo, ma che hanno anche la maturità e l’intelligenza di ammettere le loro colpe quando sbagliano. Il prossimo 15 marzo dovrete essere tutti presenti alla giornata che il Comitato reggiano del CSI ha organizzato per dirigenti, allenatori e direttori di gara, allo scopo di condividere ciò che ognuno fa sul campo per ragionare assieme sulle problematiche che incontriamo; solo così potremo crescere e offrire un servizio migliore ai nostri tesserati”.

I direttori di gara hanno voluto consegnare un omaggio al presidente Munarini, per poi premiare i rappresentanti della sezione arbitri del CSI di Carpi, ossia il designatore Claudio Lodi e il prossimo candidato alla presidenza del CSI di Carpi Federico Mazzieri; poi i rappresentanti del CSI di Modena, ossia il presidente degli arbitri Roberto Valli e il designatore Alessandro Gamba; per poi concludere con quelli di Parma, rappresentati dai designatori Gianmaria Dalla Turca e Luciano Forcella.

Tornando al comitato reggiano, sono stati consegnati riconoscimenti anche il giudice sportivo Giorgio “Cipo” Mussini e a Marco Ferretti, da quest’anno giudice in seconda istanza, entrambe figure cardine del Centro Sportivo di Reggio Emilia. Tra il primo e il secondo piatto è entrata in scena l’estrazione a sorte dei 15 premi messi a disposizione dal CSI. La direzione arbitrale del CSI ha poi voluto consegnare un premio speciale individuale a sei direttori di gara che, nel corso dell’anno solare, si sono resi maggiormente disponibili a dirigere partite di ogni tipo, dai piccolini al torneo della Montagna: Salvatore De Carluccio, Walter Marchetti ed Enrico Lusetti per il calcio a 5 e a 7, oltre ad Antonio Amoroso, Mauro Pastarini e Antonio Solito per il calcio a 11. Per concludere, gli arbitri si sono scambiati quindi gli auguri di Natale e di fine anno, dimostrando di essere davvero una squadra unita e di credere in ciò che fanno ogni fine settimana, con grande passione, per consentire a tanti ragazzi di poter scendere in campo e divertirsi coi campionati del Centro Sportivo. 





 

L’INTERVISTA A ROBERTO MAZZALI

“Se considero l’anno solare, la mai valutazione è positiva, mentre in questa stagione abbiamo giocato ancora troppo poco, causa maltempo - ci spiega Roberto Mazzali, responsabile della sezione arbitri di calcio a 11 del Csi - Non ci sono stati episodi di violenza, almeno nel calcio a 11. Abbiamo inserito alcuni nuovi arbitri anche nel Torneo della Montagna e francamente il livello tecnico credo si sia anche alzato. Questi ragazzi hanno portato freschezza e voglia di arbitrare, diventando uno stimolo anche per i più vecchi”.

Quanti sono stati i nuovi arrivati?

“Sono entrati in sei, ma questi ragazzi non sono stati mandati in Montagna nei Dilettanti, dove invece sono stati inseriti 5 arbitri entrati l’anno scorso. I nuovi hanno arbitrato i Giovanissimi. Si tratta di un percorso a gradini che porta ad arbitrare anche le partite più importanti, si parte dai piccolini, per arrivare magari anche alla finale del Montagna a seconda delle capacità di ognuno”.

Il top, per il Csi, resta ancora il Torneo della Montagna?

“Assolutamente sì, il Montagna è la nostra Champions League. A mio avviso, però, hanno la medesima dignità la partita dei bambini e la finale del Torneo della Montagna in quanto l’impegno dell’arbitro dev’essere sempre massimo, ma è ovvio che la valutazione tecnica lieviti in base all’aumento delle difficoltà e il Torneo della Montagna rappresenta il top anche in questo senso, visto che un conto è arbitrare di fronte a 20 persone, un altro quando si dirige una gara davanti a 500 persone con i media che ti giudicano”.

Nel calcio a cinque Csi, purtroppo, c’è stata di recente un’aggressione con conseguente squalifica dell’aggressore di 4 anni. Credi che, rispetto a qualche anno fa, sia cambiato il modo di vivere le partite da parte degli atleti, anche a livello amatoriale?

“Io ho giocato a livello basso, quindi conosco questi ambienti anche da giocatore. I brutti episodi c’erano anche in passato, ma credo che una volta, essendoci solo il calcio o poco altro, esisteva una maggiore voglia di giocare, c’era più spirito di sacrificio, mentre oggi, spesso mancano le motivazioni vere che portano le persone a fare sport. C’è tanta gente che gioca per sfizio, non perché ci creda seriamente. E’ altrettanto vero però che le cose vanno circoscritte: un episodio negativo non può cancellare tutto ciò che di buono gravita attorno al calcio a 5, a 7 e a 11 proposto dal Centro Sportivo, fonte di divertimento sano per migliaia di persone”.

Vedendo anche ciò che succede a livelli più alti, credi che il Csi sia ancora un’isola felice per chi desidera giocare a calcio?

“Direi proprio di sì. Chi gioca in categoria lo fa anche per soldi, mentre da noi non si paga nessuno e se uno gioca a calcio lo fa perché gli piace. Anche arbitrare è la stessa cosa: ai corsi, infatti, specifichiamo sempre che “arbitrare non è una medicina salvavita”, ma un piacere per chi ama questo sport”.

Tu e Marco Ferretti vi siete alternati nei massimi ruoli dirigenziali della sezione arbitrale per diverse volte. Siete ormai un punto di riferimento per tutti…

“Se è così mi fa piacere, ma lo abbiamo fatto perché ci abbiamo sempre creduto: c’è grande intesa, grande amicizia e tanta voglia di lavorare per il Centro Sportivo”.

Voi siete bravissimo ed è giusto che andiate avanti, ma non credi manchi forse un cambio generazionale?

“No, anche perché di giovani ne sono entrati. Il problema è un altro: un conto è dirigere gare al sabato e alla domenica, un conto è organizzare le partite di tutti, dovendo incastrare le esigenze di ognuno. Occorre infatti conoscere le singole situazioni familiari, le disponibilità, sapere perché magari non è al top e via dicendo".

A livello di Serie A ci sono polemiche sul Var. Secondo te questa nuova tecnologia serve davvero?

“A mio avviso non è utilizzata in modo uniforme. Il Var va bene per il fuorigioco e per determinare se un pallone ha valicato o men la linea di porta. C’è stata invece molta confusione sui falli di mano, per i quali è stata cambiata la regola e più si cambiano le regole più si genera confusione. Ci sono arbitri che usano poco il Var, altri che ci vanno per ogni singolo dubbio. Io credo che l’arbitro debba poter sbagliare con la propria testa il più possibile”.

Migliorerebbe forse le cose se l’arbitro che sta dietro al Var intervenisse direttamente, senza attendere la richiesta da parte dell'arbitro?

“Assolutamente sì. Quello che è successo in Slavia Praga-Inter è al limite della comicità: il rigore c’era, non ci sono dubbi, ma è passato troppo tempo dalla chiamata alla successiva decisione. Ci sono troppe cose da migliorare. Chi è dietro al video dovrebbe poter intervenire subito”.

Ti piacerebbe avere il Var nei campionati del Csi o al Montagna?

“No, assolutamente no! Io abolirei anche la moviola e il replay. Quando l’arbitro decide, ha deciso. In Italia c’è la cultura della polemica, mentre il metodo dovrebbe essere uno soltanto: quel che decide l’arbitro è legge. L’arbitro migliore non è quello che non sbaglia mai, ma quello che sbaglia meno".

Cosa ne pensi dei recenti casi di razzismo, prima quello di Balotelli in Serie A, poi quello di Omar Daffe in Eccellenza…

“Il razzismo va condannato a prescindere, ma dobbiamo allargare il ventaglio. Non è razzismo soltanto quello nei confronti di ragazzi di colore, ma è razzismo anche quello nei confronti dei direttori di gara che vengono offesi nei loro affetti più cari dagli spalti, spesso con cattiveria”.

Prova a lanciare un messaggio ai giovani invitandoli a iscriversi ai corsi arbitri del Csi…

“Io ho iniziato per sbaglio, poi per me continuare è diventata quasi una necessità: entri in un gruppo di amici, fai sport e ti diverti. Io consiglio a chiunque di provare; tanto tentar non nuoce. Ripeto, io che arbitro da una vita, ora non potrei farne a meno e spero continuare a farlo per il resto dei miei giorni”.

 

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