CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Reggio Emilia

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Corso base CSI per istruttori di nuoto, edizione 2020

C’è tempo fino al 15 febbraio per iscriversi! Esame finale con rilascio qualifica Coni

C’è chi dice che nuotare sia come volare, ma come si insegna una cosa così? Come si può trasmettere la passione per la padronanza del proprio corpo, a contatto con l’elemento dell’acqua? Nei prossimi mesi a queste domande sarà data più di una risposta. Fino al 15 febbraio sarà infatti possibile iscriversi al corso base per istruttori di nuoto CSI (link al sito: https://bit.ly/37DU7QE). A una prima prova di ammissione seguiranno 13 lezioni presso la sede del Centro Sportivo in via Vasco Agosti 6, per poi concludere con l’esame finale da superare per ottenere la qualifica Coni. Per un primo assaggio di cosa voglia dire essere un istruttore di nuoto (istruttore base e NON allenatore, che invece opera in ambito agonistico), facciamo due chiacchiere con Elena Barchi, vicepresidente della CSI Nuoto Ober Ferrari.

 

Perché partecipare a questo corso?

«L’obiettivo è quello di formare nuovi istruttori, negli ultimi anni la richiesta per i corsi di nuoto è tanta. È più che mai necessario che in piscina ci siano istruttori qualificati e preparati ad un compito importantissimo: appassionare i bambini e gli adulti all'acqua».

 

Quanto è effettivamente individuale il nuoto, come sport?

«La gestione della classe riuscendo a creare un gruppo è fondamentale per far sì che la persona si appassioni a questo sport. L’istruttore deve sì essere in grado di concentrarsi sul singolo così come su tutti gli atleti, mantenendo empatia, passione e pazienza. È bello vedere che, mentre qualcuno gareggia, tutti gli altri incitano e partecipano a ciò che succede in vasca».

 

Quali sono le difficoltà principali per un istruttore di nuoto?

«Senza dubbio quella di riuscire a programmare le lezioni e il percorso tecnico in modo che sia comprensibile e tutto il gruppo, che può presentare livelli di capacità diversi. Poi c’è un aspetto comunicativo da considerare, a partire dagli equilibri che si creano mentre tu sei fuori dalla vasca e devi, in un certo senso, comunicare a gesti per esempio mostrando il movimento corretto della bracciata. Quando c’è l'aspettativa del ritorno in piscina, quando vedi il sorriso di un bambino perché ha imparato a mettere la testa sott'acqua o di un adulto che finalmente riesce a nuotare, allora l’obiettivo è raggiunto».


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